I MONTI SIBILLINI
La natura, la magia, le leggende.
I Monti Sibillini sono costituiti essenzialmente da rocce calcaree, formatesi sui fondali di mari caldi. Le cime superano in molti casi i 2.000 m di quota, come la maggiore del gruppo, il monte Vettore (2.478 m s.l.m.), il Pizzo della Regina o monte Priora, il monte Bove e il Monte Sibilla. La presenza di una grotta subito al di sotto della sommità del Monte Sibilla e quella del lago di Pilato, a quota di circa 1.800 m, al centro del gruppo del Monte Vettore, hanno dato forza alla creazione di mitiche favole pagane attorno a questa catena; si crede che queste fossero state montagne adatte per consacrare libri per la magia nera e che quella grotta, ormai oggi franata, fosse l’antro infernale della Sibilla (da cui prende il nome la catena montuosa) che, secondo alcuni studiosi, lì si rifugiò dopo il processo di cristianizzazione dell’Impero romano. Tra il lento decadere del mondo classico e l’ inizio dell’età medioevale, nascono le prime grandi leggende che porteranno questi monti ad essere luogo di pellegrinaggio di molti stregoni, ma anche di cavalieri erranti che qui passavano per sfidare la maga o per chiederle dei vaticinî come nel celebre romanzo cavalleresco Il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino, una cui parte è qui ambientata.
I MONTI DELLA LAGA
La forza dell’acqua, le sue cascate, l’infinità dei boschi.
Per anni i
Monti della Laga sono stati uno dei luoghi geografici più segreti e nascosti d'Italia.
La catena corre lungo il confine tra l’Abruzzo, le Marche e il Lazio a cavallo tra le province di L'Aquila, Teramo, Ascoli Piceno e Rieti, per la lunghezza complessiva di 24 km ed è divisa dalla catena del Gran Sasso dalla suggestiva stretta valle del fiume Vomano che culmina a monte con il Passo delle Capannelle e con il Lago di Campotosto. Ogni versante ha caratteristiche diverse: più aspro il versante marchigiano, a dirupi e a forte pendenza quello laziale, ondulato e dolce quello abruzzese. La linea di cresta inizia da Monte Comunitore, poi si innalza verso la cima di Macera della Morte (2073 m), punto di confine tra le regioni e sale ancora fino ai 2458 metri del Monte Gorzano, il monte più alto della catena e vetta più alta del Lazio. Altre vette sono Cima Lepri (2445 m), Pizzo di Sevo (2419 m), Pizzo di Moscio (2411 m) ed, infine, il più meridionale, Monte di Mezzo (2155 m). La tendenziale impermeabilità dei suoli favorisce lo scorrimento superficiale delle acque e per questo la Laga presenta numerosi torrenti, cascate, laghetti. Tra le più belle cascate da visitare vi sono la cascata della Cavata, poco distante dal Lago dell'Orso, quella della Morricana, molto bella, raggiungibile in ca. 2h dal Ceppo, della Volpara a Umito, le Barche, le Scalette, l'Ortanza ad Amatrice. D’inverno si ghiacciano e offrono la possibilità di praticare le arrampicate su ghiaccio. Le caratteristiche pendici erbose e non rocciose di queste montagne sono ideali per il pascolo. Molte sono le greggi che d’estate tornano su questi monti.
IL GRAN SASSO
La piccola dolomite, le sue pareti di calcare, il ghiacciaio più a sud d’Europa.
Il Gran Sasso (o Gran Sasso d'Italia) è il più alto massiccio montuoso degli Appennini ed è contenuto interamente in Abruzzo al confine fra le province dell'Aquila, di Teramo e di Pescara. Il Corno Grande, con i suoi 2912 metri di altezza, è la montagna più alta dell'Appennino.Sempre sul Corno Grande troviamo "il Caldarone", l'unico ghiacciaio dell'Appennino ed il più meridionale d'Europa. Da un punto di vista geomorfologico, il Gran Sasso è un massiccio di origine sedimentaria costituito da dolomia, calcari, generalmente compatti, e marne. Originatosi circa 6 milioni di anni fa (Miocene), nel contesto dell'emersione degli Appennini, subì successivamente fasi di spinta e compressione che generarono una serie di fratture e di abbassamenti (Val Maone, Valle del Venacquaro, Campo Pericoli, Campo Imperatore). Su queste, a partire da 600.000 (Günz) fino a circa 10.000 (Würm) anni fa, agirono le forze erosive delle glaciazioni. Data la sua elevazione, che la differenzia dalle altre catene appenniniche, il massiccio è ben visibile da tutti i principali gruppi montuosi dell'Appennino, dal Monte Conero e anche - nelle giornate particolarmente limpide - dai massicci montuosi della Dalmazia. L'altitudine, la composizione delle rocce, il tipo di erosione a cui è stato soggetto, fanno del Gran Sasso la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici. Situati sotto oltre 1400 metri di roccia nel cuore del Gran Sasso d'Italia ci sono i Laboratori nazionali del Gran Sasso (LNGS), di proprietà dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Questi hanno il primato di essere il più grande laboratorio scientifico sotterraneo del mondo. Qui si studiano, tra le altre cose, le più piccole particelle dell'universo come, ad esempio, i neutrini e i monopoli di Gut.
MONTAGNA DEI FIORI
La Montagna dei Fiori (o
Montagna d' Ascoli per la vicinanza con il capoluogo piceno) è un rilievo dell' Abruzzo (provincia di TE) ai confini con le Marche entro cui si estende parzialmente. Si situa all'estremità orientale del gruppo dei Monti della Laga e, insieme alla Montagna di Campli (Foltrone) , forma il massiccio dei Monti Gemelli separati tra loro delle Gole del Salinello. La Montagna dei Fiori ospita, a circa 1.110 mt, il paesino di San Giacomo punto di ritrovo per innumerevoli escursioni. Qui si trovano anche le principali strutture turistico-ricettive aperte sia d'estate che d'inverno. La montagna ha due vette principali, dette
monte Girella (1.814 m) e
monte Piselli (1.676 m). La Montagna dei Fiori dista circa 20 km da Ascoli Piceno (San Giacomo di Valle Castellana è a 18 km) e si raggiunge attraverso la strada del Colle S. Marco. Dalla vetta del monte, nelle giornate estive più serene, è possibile scorgere le isole e le coste dalmate nei pressi di Spalato. A sua volta la Montagna dei Fiori, che dista appena 30 km in linea d'aria dal mare, è visibile dalla costa adriatica.
Dalla vetta della Girella è possibile ammirare tutta la catena dei Monti Sibillini, dei
Monti della Laga e del Gran Sasso
COLLE S. MARCO
Da Ascoli Piceno, e possibile raggiungere COLLE S. MARCO attraverso un bellissimo sentiero di querce e castagni. Lungo il percorso, e d'obbligo far sosta presso l'eremo di S. Marco, ben visibile anche dalla Piazza del Popolo, interamente costruito in travertino.
Le prime notizie documentarie, lo fanno risalire all'inizio del XIII secolo, quando vi si stabilirono i Cistercensi che vi rimasero fino al 1387.
Colle S.Marco è oggetto di una imminente rivalorizzazione da parte del Comune di Ascoli.